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Storia-Economia
CENNI STORICI
Cenni storici sul territorio
Il territorio pianeggiante compreso fra i fiumi Sesia e Ticino era abitato dalla tribù celtica dei Vertamocori, popolazione proveniente dalla Gallia narbonese. La romanizzazione del territorio avvenne intorno al 222 a. C.. Dopo le invasioni Ungare del X secolo, i territori novaresi furono interessati dal sorgere dei primi villaggi fortificati, il territorio Novarese fu suddiviso in grandi "comitati".Contemporaneamente anche la Chiesa procedeva all'organizzazione del territorio introducendo l'unità religiosa della "pieve" e alla chiesa pievana era dovuto il diritto di "decima" diventando così, nel XI secolo, la maggior potenza economica presente sul territorio.
Il Comune di Novara, costituitosi prima del 1116, fu l'organismo comunale più potente nelle terre della bassa pianura ma, nella sua espansione si dovette scontrare con i signori di Biandrate. Dopo il 1183, i territori della Biandrina (di cui San Nazzaro Sesia faceva parte) furono l'oggetto dei continui tentativi di espansione sia del Comune di Vercelli che di quello di Novara, per acquisire diritti su terre ricche di acque e per avere libero l'accesso, attraverso la Val Sesia, ai valichi alpini.
Le condizioni delle popolazioni, ormai ridotte in povertà dalle sempre più consistenti tassazioni, furono aggravate dalla pestilenza che scoppiò alla fine del Trecento e dalle sempre più frequenti carestie.
Con il governo degli Sforza il Novarese ebbe un periodo di tranquillità durante il quale le campagne rifiorirono e i centri si ripopolarono, ma con Ludovico il Moro ricominciarono le guerre. Novara e i suoi territori subirono prima la presenza dei Francesi poi, come tutto il Ducato di Milano, quella degli Spagnoli che guidati da Carlo V occuparono le terre nel 1527. Trasformate in marchesato nel 1538 Novara e le sue terre vennero assegnate a Pier Luigi Farnese, duca di Parma e figlio del papa Paolo III, a cui restarono fino al secolo XVII.
Nel 1738, con il trattato di Vienna, furono invece confermati possesso dei Savoia. L'apertura del secolo XIX è caratterizzata dall'ascesa napoleonica: le terre del Novarese e della Biandrina vennero infatti coinvolte direttamente durante la Campagna d'Italia facendo parte della Repubblica Cisalpina e Biandrate divenne capoluogo di uno dei diciannove cantoni del Dipartimento dell'Agogna.
Dopo la Restaurazione questi territori tornarono in mano ai Savoia trovandosi così al centro degli avvenimenti storici della Prima Guerra d'Indipendenza. Nel 1861 con l'unificazione dello Stato Italiano i territori della Biandrina, persero sempre di più le loro caratteristiche amministrative ed economiche rientrando in processi culturali e storici ormai di dimensione nazionale. Questi processi di rinnovamento sociale si fecero più evidenti nel Novecento alla presenza sempre più massiccia, accanto all'agricoltura, dell'industria.
Le terre della Biandrina rimasero però ancora vincolate alla loro naturale vocazione agricola e furono solo lambite dai grandi mutamenti sociali ed urbanistici: i centri mantennero le loro tipologie rurali, i percorsi non furono modificati essendo ancora oggi organizzati sulle due direttrici per Novara ad est e per la Val Sesia a nord; la quiete e la tranquillità della campagna sono ancora i beni "rari" di questa porzione di provincia novarese.













